Gli elementi immutabili della nostra realtà

Questo articolo è tratto dal 17° giorno del mese (Sfida dei 31 giorni con Grigori Grabovoï moltiplicato da Hélène Laporte).

Concentratevi sugli elementi immutabili della vostra vita che costituiscono la vostra realtà esteriore. Questi elementi che vi circondano da sempre e in ogni tempo come il sole, la luna, le stelle, le costellazioni ecc., sono parte della vostra vita.

Concentratevi su uno di questi elementi e contemporaneamente, tenete presente l’evento desiderato e l’universo avvierà le azioni necessarie alla sua manifestazione nella vostra realtà.

Nel seminario di Grigori Grabovoï sul controllo del tempo, si apprende che più un elemento è vecchio, in un certo modo, più è stabile a livello informativo.

Ogni elemento del mondo ha una fase statica e una dinamica. La fase dinamica di un elemento è la fase più facilmente modificabile dal pensiero. La fase statica è la parte informativa di questo elemento che è già stabilizzata nel tempo, che è quindi molto meno facile modificare.

Per esempio, è più facile curare una caviglia slogata con una sequenza numerica che muovere una montagna. L’evento della distorsione della caviglia è più recente e quindi più dinamico dell’evento della montagna

Quando ci concentriamo su un elemento stabilizzato della realtà come il sole, un pianeta o una stella, e allo stesso tempo su un evento da materializzare, trasferiamo in qualche modo questa stabilità a quell’evento, condensando la sua luce informativa.

Vediamo come tutti gli elementi del mondo sono parole con cui il Creatore ci parla. Gli elementi con una grande fase statica ci indicano l’eternità nel mondo e ci aiutano così a sentire la nostra propria eternità.

Le nostre percezioni hanno anche una certa stabilità – a seconda di quale coscienza è alla base della percezione. Il mondo della dualità ci presenta percezioni instabili, ed è il grado di strutturazione della nostra coscienza che decide sulla stabilità della nostra percezione. In altre parole – non c’è nulla di stabile sul piano materiale perché la stabilità si trova sul piano fondamentale.

Quest’anno ci siamo trasferiti dal Quebec a Guatebuena. Ora abitiamo a San Juan la Laguna sul lago Atitlan, circondato da antichi vulcani. Abbiamo la sensazione di vivere in un ambiente molto stabile: le montagne non cambiano forma, il livello del lago sale e scende in un ritmo di 50 anni e ci sono solo due stagioni che si susseguono con regolarità: la stagione delle piogge e l’inverno; ma anche le persone – non si ha l’impressione che cambino e il loro anno è segnato da due feste: Pasqua e Natale.

Siamo come circondati dall’eternità dove non c’è quasi nulla che cambia – e questo ci dà la sensazione di vivere nell’eternità.

E credo che ricordare gli elementi che hanno una fase stabile può rivelarsi essere molto di aiuto e rassicurante nel mondo così sconvolto in Nord America e in Europa!

Ma anche se non si vive in zone rurali lontane, si possono trovare elementi in fase stabile come il sole, le stelle, il vento, ecc.

Elementi nelle aree remote della nostra coscienza sono più stabili

Gli eventi o gli elementi che si trovano nelle zone lontane dalla nostra coscienza possiedono una fase statica della realtà molto più importante degli elementi che si trovano nelle zone vicine alla nostra coscienza. In altre parole, la nostra coscienza non strutturata ha ben poco controllo su di essi.

La fase statica della realtà è stabile perché è difficilmente trasformabile dalla nostra coscienza. La fase dinamica della realtà è quella che possiamo cambiare facilmente con il nostro pensiero. È facile aggiungere informazioni errate ad elementi che ci sono vicini nella realtà, ma è molto più difficile per la nostra coscienza non strutturata farlo su elementi lontani.

Facciamo un esempio. Stiamo parlando con un amico di un argomento che conosciamo dalla televisione e dai giornali, la nostra coscienza non strutturata vi aggiungerà interpretazioni che corrispondono alle nostre convinzioni limitanti, alle nostre paure e ai nostri pregiudizi. In questo modo, riduciamo la luce informativa legata a questo elemento. Ma se il nostro amico comincia a parlarci di un argomento che non conosciamo assolutamente, la nostra coscienza non strutturata non ha alcuna presa su questo argomento e quindi non può aggiungervi informazioni errate. Essa non può dunque diminuire la luce informativa di questo elemento poiché si trova in una zona lontana dalla vostra coscienza. Ciò significa che gli elementi che si trovano nelle zone lontane dalla nostra coscienza sono molto più stabili e più concentrati in luce informativa. Hanno una fase statica più grande della realtà. Quando ci concentriamo su uno di loro, riceviamo quindi più luce informativa rispetto a quando ci concentriamo su un elemento vicino alla nostra coscienza, che probabilmente abbiamo imbevuto delle nostre limitazioni. Anche per questo motivo, più l’elemento su cui ci concentriamo si colloca lontano nella nostra coscienza e più porterà luce informativa all’evento che vogliamo concretizzare.

Vai avanti, si sta aprendo un sentiero davanti a te. Ti appartiene. Vai incontro al Creatore e alla Sua immortalità, vai incontro alla tua eternità. Celebrala. Senti la gioia che improvvisamente ti travolge, lasciati penetrare da questo sentimento. Questa gioia é la misura della tua eternità, dell’amore senza limiti e della fiducia che ti testimonia il Creatore. La semplicità della Sua creazione é limpida. E’ semplice e chiara come tu immagini che sia. Egli é creativo e amorevole. Egli é il tuo creatore e ti apre il cammino, ti mostra il cammino. Seguilo, é il cammino che ti condurrà al tuo destino.”

Questa citazione di Grigori Grabovoï si riferisce a una delle strutture più stabili che conosciamo – noi stessi. Come co-creatori con Dio, siamo antichi ed eterni come il Creatore Stesso.

Per farci comprendere e vivere la nostra eternità, il Creatore comunica con noi attraverso tutti gli elementi del mondo. Quando ci apriamo alla comunicazione con il Creatore, ci diventa più facile sapere quale strada prendere nella nostra vita. Egli ci serve da guida e da modello e in ogni momento, quando non sappiamo come agire, possiamo semplicemente chiederci: Come agirebbe Dio al mio posto?”

C’è sempre una soluzione armoniosa per tutti i protagonisti di una situazione. Dobbiamo solo trovarla. Quando ci troviamo di fronte a una scelta e stiamo valutando una soluzione, dobbiamo davvero chiederci se sia vantaggiosa per tutti. Se non è così, dobbiamo cercare ancora.

Tutto ciò che facciamo per rafforzare il contatto con il Creatore può permetterci di avanzare molto più rapidamente e di illuminare le nostre scelte. E il sentire l’amore che Egli prova per noi è fonte di una gioia infinita.


La verità riguardo la Terra 2

Responsabilità e non-distruzione

La Terra colpisce l’uomo, e questo è il mezzo di comunicazione del Creatore verso di noi e viceversa. Pertanto, il nostro sviluppo deve essere in armonia con la Terra. L’interazione con il Creatore ci permette di comprendere il significato profondo della non distruzione, della condivisione e del Bene per tutti. Oggi sappiamo più che mai quanto sia importante proteggere l’ambiente, ora che sappiamo che è altrettanto importante aiutare la natura ad evolversi.

È molto importante per la terra e per gli esseri umani che le piante crescano e gli animali vivano. Ogni creatura ha un ruolo da svolgere sulla terra. I lupi, ad esempio, sono necessari quanto i cervi. Se vogliamo che un lupo si comporti in modo non violento nei confronti di un cervo e non lo mangi, allora dobbiamo assicurargli il cibo – attraverso la nostra coscienza, naturalmente. Ora capiamo che ad un certo punto del nostro sviluppo dovremo partecipare attivamente al controllo della natura.

Gli animali sono un riflesso dell’uomo, e quindi la loro aggressività è semplicemente un riflesso dell’aggressività dell’uomo. Se l’uomo normalizza la sua aggressività, può aiutare gli animali ad essere completamente pacifici l’uno con l’altro, e i carnivori come i vegetariani diventeranno Respiriani.

Il lupo non attaccherà più un cervo perché non ha fame. Siamo noi a mostrargli altri modi di nutrirsi; dobbiamo dare agli animali l’esempio di come nutrirsi solo dei raggi cosmici. Spetta a noi creare tutte le condizioni necessarie. Siamo qui per normalizzare tutti i sistemi aggressivi e imparare a vivere senza danneggiare gli altri esseri viventi.

La Terra e gli esseri umani hanno lo stesso obiettivo intelligente di creare un mondo secondo la norma che permette lo sviluppo armonioso di tutti gli esseri viventi. Questo è un processo a più livelli. Gli esseri umani hanno capito da tempo che la loro interazione con la natura, almeno a livello intellettuale, come guardare documentari sulla natura, ecc., può avere un’influenza positiva, per non parlare dell’azione ambientale diretta. Ora è il momento per noi umani di scoprire il nostro vero potere e responsabilità, di normalizzare gli eventi con la nostra coscienza utilizzando le tecnologie evolutive. Le applicazioni di queste tecnologie sono interazioni dirette con la Terra.

Più siamo consapevoli del fatto che il Creatore ci aiuta in questo, più saremo efficaci nel raggiungere i nostri obiettivi.

Chi controlla chi, qui?

La coscienza collettiva ci dice che l’uomo é la corona della creazione, é l’unico ad avere il potere di dominare e sfruttare il resto della creazione.

Ecco alcuni fatti che mettono in discussione queste ipotesi:

  1. La terra cresce ad ogni nuova risurrezione. Quando la terra aiuta Dio e l’uomo a resuscitare qualcuno, lo fa a livello fisico perché la terra è la forma di pensiero del Creatore.

  2. Le ossa degli animali preistorici esistono in certi intervalli temporali. Per un certo tempo sono visibili, quindi possono non essere rilevabili. Per esempio, gli archeologi trovano ossa in alcune aree mentre in altre non si trova nulla, anche se queste aree erano abitate dagli stessi animali. Le loro ossa in realtà scompaiono da un posto perché la terra le resuscita da qualche altra parte.

  3. La colonizzazione dei continenti è più che meccanica; non è una semplice migrazione di popoli, ma un intervento diretto della Terra in termini di evoluzione. Infatti, non è la decisione dei popoli di colonizzare una nuova regione, ma la terra porta le persone in una certa regione perché sono necessarie per l’evoluzione di quel luogo. Questo vale anche per tutte le altre specie di animali e piante che vivono sulla terra.

  4. La terra è anche in grado di influenzare le strutture economiche. Lo vediamo in quello che viene chiamato un paradosso economico. Specialmente all’inizio del XX secolo, le nazioni con simili forme di governo non si sono sviluppate allo stesso modo. È la terra e non l’essere umano che influenza i processi economici.

Il processo dell’evoluzione

Nel momento in cui la coscienza umana riconosce la necessità di evolvere all’interno della struttura dell’eternità, la coscienza della Terra inizia a interagire con l’uomo per muoversi insieme verso l’eternità.

Per consentire alla terra di evolvere eternamente, è necessario comprendere la struttura organica dell’interazione tra l’uomo e la terra. Per esempio, alcune civiltà antiche che si svilupparono nel mezzo di un deserto avevano un buon metodo di sopravvivenza. Tuttavia, nonostante questo buon metodo, il deserto è rimasto nel suo stato originale. Perché? Perché la terra si sviluppi, gli esseri umani devono dare più di quanto le tolgono. Pertanto, il nostro sviluppo sulla terra dipende dalla nostra capacità di dare più alla terra di quanto le prendiamo. Quando diamo, non stiamo solo dando alla terra, ma anche a noi stessi. Più diamo alla terra, più possiamo svilupparci.

Prendiamo un minuto per integrare con la sequenza di assimilazione:

Assimilazione 5 4 9 3 1 4 8 3 6 4 8 9

Tecnologie Evolutive in Relazione alla Terra

La parola “Terra”

La parola “Terra”, come la parola “Amore”, ha un potere illimitato per normalizzare gli eventi. Per usare questa tecnologia, abbiamo solo bisogno di pronunciare la parola “Terra” allungando ogni lettera o sillaba:

T-e-r-r-a

N-o-r-m-a-l-i-z-z-a-z-i-o-n e-d-e-l-l-a-T-e-r-r-a

La terra dentro noi

Questa è una tecnologia semplice ma incredibilmente efficace. Iniziamo immaginando il pianeta Terra a norma. Lo visualizziamo davanti a noi e con un gesto prendiamo questa sfera e la portiamo delicatamente nel nostro corpo, per esempio nel nostro cuore. Dopo di che possiamo sentire la terra nel nostro corpo fisico.

Se manteniamo questa percezione della terra nel nostro corpo fisico nel corso del tempo, saremo eterni e in perfetta salute! E’ giusto e bello ricordarlo più spesso possibile.

Il potere di questo controllo può essere migliorato se aggiungiamo amore. Quando sentiamo la terra dentro di noi, possiamo mandarle tutto il nostro amore sotto forma di un raggio o sfera d’amore. Amore e gratitudine. Quando mandiamo tutto questo amore sulla terra, possiamo sentire l’eccezionale onda d’amore che ci rimanda. È uno scambio d’amore tra noi e la terra. Possiamo sentire che la terra ha un’anima, una coscienza e uno spirito, che possiamo connetterci con essa, sentirla e capirla.

Distruggiamo solo ciò che non apprezziamo, e riusciamo ad apprezzare solo ciò che capiamo.

Rachel Carson


La verità sulla Terra

Questo articolo si riferisce ad un seminario tenuto da Grigori Grabovoï il 4 Novembre 2003.

La Terra ci fa vivere ed evolvere

La Terra è un luogo che favorisce la vita umana; si potrebbe anche dire che tutto ciò che la Terra fa, tutte le sue interazioni, sono volte a permetterci di vivere. La Terra è il luogo dove gli esseri umani vivono e si sviluppano.

Inconsciamente, diamo la Terra per scontata perché non conosciamo nessun altro mondo e, cosa più importante, perché, secondo il desiderio del Creatore, siamo creati dai campi della Terra e del Sole. La terra è strettamente connessa con noi e con il nostro sviluppo. Essendo essa stessa eterna, ci aiuta a scoprire la nostra eternità ed evolve in parallelo con noi. A livello materiale, è ovvio che il nostro corpo si sviluppi sulla terra nella sua forma fisica. Ma anche la nostra anima si sviluppa all’interno della struttura della terra; allo stesso tempo, la terra consiste della parte divina della nostra mente e della nostra Anima.

Il modo in cui percepiamo la Terra riflette la posizione nella nostra evoluzione, lo stato della nostra anima.

L’unità uomo-terra

L’uomo e la terra formano un’unità. Notiamo che la terra ha una forma sferica, proprio come la nostra testa.

La terra è l’interfaccia che il Creatore usa per comunicare e interagire con l’uomo; il Creatore si manifesta nella mente umana attraverso la terra; la terra genera pensieri. Pertanto, la nostra comprensione della terra e il nostro contributo alla sua evoluzione eterna ci avvicina sempre di più al Creatore e ai Suoi pensieri divini. In questo modo, l’evoluzione della terra riflette anche lo stato del pensiero divino sulla terra.

Il semplice atto di percepire la terra dentro di noi ci porta immediatamente in uno stato di controllo della realtà, e poi tutto quello che dobbiamo fare è pensare all’evento che vogliamo normalizzare in modo che si materializzi. La nostra intenzione di lavorare con e per la Terra fa sì che la Terra ci aiuti. Più diamo, più riceviamo in cambio! È la terra che contribuisce al nostro futuro eterno perché il nostro futuro è il suo futuro.

La differenza tra l’uomo e il Creatore

Allora perché l’uomo, che ha tutti i mezzi a sua disposizione, continua a farsi coinvolgere nei sistemi di distruzione?

C’è una dissonanza tra la struttura divina e la struttura umana. L’uomo pensa linearmente, un oggetto alla volta, mentre il Creatore lavora su tutti i livelli contemporaneamente. In altre parole, l’uomo vive nella dualità, mentre il Creatore vive nell’unità.

Per esempio, l’uomo vede la terra come un luogo dove vivere; poi la vede come un luogo dove si può evolvere. Questo è un modo di pensare lineare e logico. L’uomo vede la terra come separata da lui, mentre il Creatore percepisce la terra e l’uomo come una cosa sola. La terra è parte dell’uomo e l’uomo è parte della terra. Questo senso di unità da solo può immediatamente normalizzare i nostri eventi. Quindi se impariamo a pensare come il Creatore, saremo in grado di riportare tutti gli eventi a norma.

Quando iniziamo ad interagire con la terra e i suoi elementi, scopriamo la nostra vera natura, il nostro scopo nella vita. Da quel momento in poi, ci preoccupiamo della Terra tanto quanto ci preoccupiamo di noi stessi. In questo modo, possiamo anche influenzare il nostro ambiente in modo positivo – perché allora stiamo sentendo l’unità con la Terra, sul lato strutturato o divino della nostra coscienza.


Com’é il Creatore?

Quando Albert Einstein tenne una lezione presso molte università degli Stati Uniti, la domanda ricorrente degli studenti fu: Lei, Mr. Einstein… crede in Dio?” A questa egli rispose sempre: Credo nel Dio di Spinoza.”

Solo coloro che avevano letto il filosofo olandese Spinoza capirono… Spinoza (1637-77) aveva passato la vita studiando i libri sacri e la filosofia, un giorno scrisse:

Non so se Dio parlò veramente, ma se lo ha fatto, questo é ciò che credo avrebbe detto ai credenti:

Smetti di pregare e di batterti il petto! Ciò che voglio che tu faccia é di andare fuori nel mondo e goderti la vita. Voglio che ti diverta, che canti, impari…che ti goda tutto ciò che ho creato per te.

Smetti di andare in quei templi freddi e bui che ti sei costruito e che chiami casa mia! La mia casa é nelle montagne, nei boschi, nei fiumi, nei laghi. E’ dove vivo con te ed esprimo il mio amore per te.

Smettila di incolparmi per la tua miserabile vita, non ti ho mai detto che ci fosse qualcosa che non andava in te, che fossi un peccatore, che la tua sessualità o la tua gioia fosse una cosa brutta! Quindi non incolparmi per tutto quello che ti hanno detto di credere. Smetti di rielaborare letture sacre che non hanno niente a che fare con me.

Se non riesci a leggermi nell’alba, in un paesaggio, negli occhi di un tuo amico, tua moglie, tuo marito, negli occhi di tuo figlio… Non mi troverai in un libro!

Smettila di spaventarti. Non ti giudico, non ti critico, non mi arrabbio e non punisco. Io sono amore puroTi ho riempito di passioni, limitazioni, piaceri, sentimenti, bisogni, incoerenze… e ti ho dato il libero arbitrio

Come posso biasimarti se rispondi a qualcosa che ti ho messo dentro? Come posso punirti per essere ciò che sei, se sono io che ti ho creato? Pensi davvero che potrei creare un luogo dove bruciare i miei figli che si comportano male per il resto dell’eternità? Che tipo di Dio potrebbe farlo? Se fossi così, non mi meriterei di essere rispettato.

Se avessi voluto solo essere adorato, avrei popolato la terra solo di cani. Rispetta i tuoi simili e non fare loro ciò che non vuoi per te stesso. Tutto ciò che chiedo é che ti prenda cura della tua vita, che il tuo libero arbitrio sia la tua guida.

Tu e la natura siete un’entità, quindi non pensare di avere potere su di essa. Ne sei parte. Prenditi cura di lei e si prenderà cura di te. Ho reso accessibile tutto ciò che é buono per te e ho reso l’accesso difficile a ciò che non lo é. Non usare il tuo genio per cercare ciò che é cattivo. Sta a te mantenere intatto questo equilibrio. La natura sa benissimo come mantenerlo, ma non disturbarla!

Ti ho reso assolutamente libero. Sei assolutamente libero di creare nella tua vita un paradiso o un inferno.

Non posso dirti se c’é qualcosa dopo questa vita, ma posso darti un consiglio: Smetti di credere in me in questo modo. Credere é presumere, indovinare, immaginare. Non voglio che tu creda in me, voglio che tu mi senta dentro te. Voglio che tu mi senta in te quando ti prendi cura delle tue pecore, quando tocchi la tua bambina, quando accarezzi il tuo cane, quando fai il bagno nel fiume.

Esprimi la tua gioia e abituati a prendere proprio quello che ti serve!

L’unica cosa certa é che sei qui, che sei vivo, che questo mondo é pieno di meraviglie e che in tutte queste meraviglie sei in grado di sapere esattamente di cosa hai bisogno.

Non cercarmi fuori, n
on mi troverai
. Sono qui. La natura, il cosmo. Sono io.”


Come possiamo avvicinarci alla nostra Anima?

Ora é il momento per l’Uomo di imparare il modo per raggiungere la sua Anima ed é attraverso i sentimenti e le emozioni – nient’altro. Ed é esattamente quello che cerchiamo di insegnare alla Fondazione Keshe. Guardate la struttura del cervello – abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno ma non sappiamo come usarlo. MT Keshe

Abbiamo il cervello con l’Anima al centro. Finché tutta l’energia dell’Anima viene assorbita dal cervello, voi La smorzate e La controllate. Ma tutto cambia quando si fa il contrario: quando si alimenta l’Anima dalla fisicità, l’Anima si espande oltre i limiti del cervello e della fisicità.

Aquesto punto il cervello è ancora in contatto con l’Anima, ma quest’ultima è poi in grado di assumere il controllo centrale e proteggere il corpo. Proteggere il corpo significa ricrearlo al ritmo di 1017x/s assolutamente a norma – cioé senza l’interferenza di ciò che chiamiamo “libero arbitrio”, la mente non strutturata con tutti i suoi sistemi di credenze non edificanti.

Tutti noi possiamo fare quell’esperienza nel sonno, quando sogniamo. Poi il controllo mentale é addormentato e l’Anima é libera di viaggiare e interagire.

Normalmente l’Anima viene alimentata attraverso il corpo fisico con energie cosmiche. Funziona come un magnete dove molti campi entrano ed escono. Ma il libero arbitrio permette solo ad un numero molto limitato di campi di raggiungere l’Anima (freccia rossa) per contenerla e impedirle di controllare naturalmente le nostre vite e così detronizzare la mente

Questo sembra un problema di coscienza completamente individuale, ma è anche un problema di “governance” in cui i governi e le religioni sono interessati e coinvolti. Questo diventa molto chiaro, quando guardiamo alle credenze dell’inconscio collettivo: sono tutte strutturate in modo da giustificare l’esistenza di sacerdoti e politici. Uno è l’intermediario tra il Creatore e noi perché ha accesso a Dio e noi no. L’altro ci sta dicendo cosa pensare, cosa fare e come vivere perché non siamo in grado di decidere per noi stessi.

Questo rende l’accesso al livello dell’Anima un atto radicale. La conoscenza che acquisiamo e assimiliamo sulla nostra creazione e sul funzionamento dell’universo ci rende consapevoli di molte cose esistenziali:

  • Siamo i soli ad essere responsabili della nostra vita.

  • Siamo stati creati ad immagine di Dio; siamo co-creatori con Lui; siamo essenzialmente UNO con Lui. Il nostro essere più intimo é il Creatore. Non ci può essere alcun intermediario.

  • A livello di materia abbiamo permesso lo sviluppo di strutture che ci tengono all’oscuro di noi stessi, della nostra Anima e della nostra vita; strutture che per lo più impediscono di pensare per noi stessi. Più ci avviciniamo alla nostra Anima, più queste strutture perdono potere.

  • Siamo stati educati a credere che il livello della materia è l’unica realtà che ci sia; e che non abbiamo alcun potere di influenzarlo. Più impariamo sul nostro potere a controllare la realtà in cui viviamo, più ci liberiamo dalla schiavitù e dal livello della materia.

Andiamo tutti in chiesa, al tempio, nella moschea e nella sinagoga e preghiamo per vedere il Creatore. Ma siamo noi ad aver imprigionato la nostra Anima – il solo cammino verso il CreatoreMT Keshe

Quindi questo processo non è una ribellione contro i governi e le chiese – dal momento che ci rendiamo conto di essere sia i prigionieri che i guardiani. E la comprensione di questa conoscenza E’ la liberazione. Combattere una bugia non aiuterà, al contrario – solo la comprensione aiuta.

Siamo molto grati alla Fondazione Keshe e alla Scienza dell’Eden di aiutarci in questo cammino!

È tutta una questione di fiducia e apertura. Il nostro libero arbitrio decide sulla nostra fiducia e apertura. Questo problema emerge molto chiaramente nell’esempio di una persona che ci urta per strada – se quella persona è un lampione, noi ci rimproveriamo la nostra ignoranza – se questa persona è uno straniero, noi gli rimproveriamo la sua goffaggine – solo se quella persona è un amico, Lo/La salutiamo con un sorriso e L’abbracciamo.

Tutto dipende dunque dalla fiducia che possiamo riporre nella nostra Anima!

Questo é il vero lavoro della KF di permettere all’essere umano nella sua forma fisica di incontrare il suo Creatore attraverso la dimensione dei suoi sentimenti ed emozioni. Quando poi la persona si innamora del suo Creatore, può essere ciò che vuole e dove vuole in qualsiasi momento nello spazio e nel tempo.MT Keshe

L’elevazione dell’Anima significa rendere così umile l’anima della fisicità, la mente, il libero arbitrio, che non vuole altro che godere dell’Anima e della sua bellezza. E non funziona pensando di essere umili, o supponendo di esserlo – dobbiamo esserlo davvero. In altre parole, se facciamo solo finta di essere innamorati della nostra Anima, nulla accade… in realtà abbiamo solo bisogno di allontanarci dal nostro proprio cammino!

Ecco una storia zen che illustra molto bene questo: C’era una volta un maestro zen. Persone lontane e vicine cercavano i suoi consigli e chiedevano la sua saggezza. Molti venivano a chiedergli di insegnar loro, di illuminarli sulla via dello zen. Un giorno, un uomo importante, un uomo abituato a comandare e obbedire andò a trovare il padrone. Oggi sono venuto per chiedervi di insegnarmi lo zen. Aprite la mia mente all’illuminazione

Il tono della voce dell’uomo importante era quello di un uomo abituato all’obbedienza. Il maestro Zen sorrise e disse che avrebbero dovuto discutere la questione intorno a una tazza di tè. Quando il tè fu servito, il padrone versò una tazza al suo visitatore. Versò e versò ancora e il tè salì fino al bordo e cominciò a diffondersi sul tavolo e infine sul vestito dell’uomo ricco. Il visitatore gridò: Smetta! Rovesciate il tè dappertutto. Non vedete che la tazza é piena?”

Il padrone smise di versare e sorrise al suo ospite. Sei come questa tazza di tè, sei già talmente pieno. Torna da me quando la tua tazza sarà vuota. Torna verso di di me con una mente vuota.”

“Non cercare l’elevazione – cerca l’umiltàM T Keshe


Anita Moorjani: sono resuscitata

da un video su youtube

Il 2 Febbraio, entrai in coma e i medici dissero in pratica che sarebbero state le mie ultime ore. I tumori che avevo, alcuni avevano la grandezza di limoni. Avevo avuto il cancro per quattro anni e avevo metastasi, così questi tumori erano su tutto il mio sistema linfatico, quindi dalla base del mio cranio, tutto intorno al collo, sotto le braccia, il mio seno, fino all’addome. E avevo del liquido nei polmoni, così ogni volta che mi sdraiavo mi strozzavo con il mio stesso fluido. Non assorbivo il cibo, quindi diventavo praticamente uno scheletro vivente. I miei muscoli si sono completamente deteriorati. Non riuscivo più a stare in piedi o a camminare, quindi ero su una sedia a rotelle ed ero così debole che non riuscivo nemmeno a tenere su la testa.

Avevo molto dolore e il 2 febbraio sono caduta in coma e i medici dissero che queste erano le mie ultime ore, perché ora i miei organi si erano spenti. E mio marito e mia madre erano ovviamente molto angosciati.

Mentre ero in coma, quello che era sconosciuto a tutti loro era che fossi completamente consapevole di tutto ciò che stava accadendo intorno a me: potevo udire e vedere e sentire tutto ciò che stava accadendo. Sentivo tutto quello che facevano i dottori, mi infilavano aghi e mi mettevano flebo e cose del genere, e mio marito mi teneva la mano al capezzale.

Non solo potevo sentire quello che dicevano, era come se potessi sentire quello che provavano. Ero completamente empatica a quello che provavano. E potevo vedere e sentire cose che erano al di là della stanza, che il mio corpo fisico era dentro e capivo che potevo anche vedere il mio corpo fisico. Era come se mi sentissi separata dal mio corpo e mi sentissi incredibile.

E ‘stato semplicemente assolutamente meraviglioso! Per me era come se per la prima volta in anni mi sentissi così meravigliosamente senza dolori. Il dolore era sparito e sentivo la luce e mi percepivo come se fossi davvero libera ed espansa. Provavo anche qualcosa che posso descrivere solo come un sentimento di amore incondizionato. So che la parola amore è stata abusata, ma è l’unica parola che mi viene in mente per descrivere quello che stavo provando, perché era come un tipo di sensazione euforica.

Mi sentivo come se all’improvviso mi fossi resa conto che non dovevo fare nulla per dare prova di me stessa. Non dovevo fare nulla per meritare di essere amata. Ero amata solo perché esistevo. Non ricordo di essermi mai sentita così prima nella mia vita. Ora non ero più attaccata al mio corpo.

Ed eccomi qui a provare questa sensazione davvero incredibile di come avevo uno scopo che ero amata ed ero degna; questo è quello che provai.

Tutto ciò mi stava succedendo in un ospedale di Hong Kong. Ed ero consapevole che mio fratello che era in India, stava correndo a prendere un volo per arrivare ad Hong Kong per vedermi prima di morire. E così in quella consapevolezza sentii il bisogno di rimanere in vita, almeno fino a quando non fosse arrivato da me, perché sapevo che se fossi morta prima del suo arrivo, sarebbe stato completamente sconvolto e distrutto. Così sapevo che dovevo rimanere viva almeno fino a che non mi avesse raggiunta; almeno fino a che non avesse avuto la possibilità di salutarmi.

Mentre approfondivo l’esperienza, raggiunsi un punto in cui ebbi la scelta se tornare o no, perché raggiunsi un punto in cui incontrai il mio defunto padre. Mio padre era morto 10 anni prima e sentivo che era lì per salutarmi. E voleva che sapessi che non era il mio tempo di morire. Ma anche se non lo era, sentivo ancora di avere la scelta. Potevo ancora scegliere di morire se volevo. Volevo restare lì. Non volevo tornare.

Essere in quel regno era molto meglio che essere qui, semplicemente perché mi sentivo così incredibile e qui avevo il corpo malato e morente. Così non riuscivo a vedere alcuna buona ragione per tornare in questo corpo perché stavo soffrendo, la mia famiglia stava soffrendo. Così volevo davvero rimanere lì.

Ma in quel periodo sperimentai anche un incredibile livello di chiarezza, fu come se avessi capito completamente il motivo per cui mi trovassi in quel punto, in quel letto d’ospedale in quel momento. Giacevo lì, morendo di cancro allo stadio terminale. Capivo in realtà come ogni scelta e ogni decisione che avevo preso nella mia vita in ogni momento nel tempo mi avesse portato a quel punto. E riuscivo a vederlo.

In quel risveglio sentivo come se mio padre mi dicesse: “Ora che conosci questa verità, devi tornare indietro e vivere senza paura.”

E capii che. Ora capivo anche che se fossi tornata indietro, il mio corpo sarebbe guarito. Dopo quell’esperienza, dopo la morte e il ritorno, non seguo nessun dogma, nessun tipo di religione o spiritualità, perché è come se ora lo sapessi.

So che sono un essere spirituale. Lo siamo tutti. Ognuno di noi. Lo siamo. Non dobbiamo lavorarci. Non devo continuare a lavorarci o cercare di essere più spirituale. Lo sono già. Non c’è niente che dobbiamo fare.

Quindi è completamente cambiato per me. Quello che in realtà era successo è che in quel momento in cui mio padre disse “ora che capisci la verità torna indietro e vivi la tua vita senza paura“, è stato, io direi in quel momento, che i miei occhi effettivamente si sono aperti.

Voglio dire, sono successe così tante cose. Sono stata in coma per circa 34 ore; ma sono successe così tante cose in quel periodo, perché il tempo non è lineare. Lì è come se tutto stesse accadendo simultaneamente. E ovunque avessi messo la mia consapevolezza ero lì. Quindi stava succedendo tutto in una volta e sentivo che mi cambiava completamente. Assorbivo così tanto; è come entrare in una stanza o in una situazione di qualcosa che non hai mai visto prima e scoprire la verità su qualcosa che non avresti mai potuto immaginare. Non puoi ignorarlo, non puoi tornare indietro e annullarlo. E rimane sempre con te.

E così ha davvero cambiato la mia vita. È cambiato ciò che sono diventata da quel momento in poi. All’inizio non volevo tornare, ma mio padre mi disse anche che avevo questi regali che mi aspettavano.

Anche il modo in cui comunichiamo non è attraverso il linguaggio, il modo in cui sto comunicando con te in questo momento. Qui usiamo le parole; le stringiamo insieme in tempo lineare in frasi lineari, ma in quel regno… Era come… perché non abbiamo i nostri corpi, non abbiamo le corde vocali. Era come se l’essenza di mio padre e la mia si fossero fuse così sapevo esattamente cosa voleva farmi sapere. E così ci ho messo le parole, ma era come se avessi capito completamente quello che voleva farmi sapere.

E voleva che sapessi che avevo sofferto fino a questo punto e anche se non dovevo tornare al mio corpo, se avessi scelto di non tornare mi sarei persa i regali che ora mi aspettavano.

Così capii che ora se torno indietro, non vivrò più una vita di sofferenza a causa di ciò che ora sapevo. Così iniziai ad aprire gli occhi. E naturalmente la mia famiglia, che era proprio intorno a me: mio marito era seduto lì con la mano; mio fratello era appena arrivato dall’aeroporto; mia madre era lì. E ovviamente erano entusiasti che stessi aprendo gli occhi.

Ma ovviamente ero ancora molto debole con tutti quei tubi, e pesavo circa 45 chili, e queste lesioni cutanee aperte… Così iniziavo ad aprire gli occhi e la mia famiglia era entusiasta e poi chiamarono il medico e lo salutai per nome, dissi “buon pomeriggio Dr. Chan“. Era sorpreso sapevo il suo nome perché iniziò a prendersi cura di me solo dopo essere caduta in coma. Così disse: “Come conoscevi il mio nome?” E rimasi sorpresa che avesse fatto questa domanda perché a me sembrava normale. Dissi solo: “Non è lei il dottore che è venuto questa mattina?” E gli dissi la procedura di quello che aveva fatto esattamente. Stavo soffocando e lui mi aveva infilato un ago nella schiena e rimosso il liquido dai polmoni. E lui disse: “Ma quando l’ho fatto eri in coma; come fai a sapere che l’ho fatto?”

Fu allora che cominciò a trasparire con tutti che era successo qualcosa e quando uscì dalla stanza, dissi a mio marito: “Non è lui il medico che ti ha detto che non ce l’avrei fatta nemmeno a superare la notte; che queste erano le mie ultime ore e i miei organi si sono spenti?” Mio marito Danny disse: “Come l’hai sentito? Non l’ha detto nemmeno in questa stanza, l’ha detto in fondo al corridoio!”.

Così lentamente cominciò a venire fuori che qualcosa era successo. Ciò che scioccò i medici è stato che in quattro giorni il tumore si ridusse del 70%, e poi in tre settimane non riuscirono a trovare tracce di cancro nel mio corpo. E in cinque settimane sono stata rilasciata dall’ospedale per tornare a casa.